5 Errori degli scrittori di fumetti

1.“Ho scritto una sceneggiatura e sto cercando un disegnatore per disegnare le tavole”: non ha senso scrivere una sceneggiatura pensando solo a te stesso, senza essere consapevole di quale disegnatore realizzerà le tavole. So quanto è difficile per un esordiente trovare una collaborazione con un disegnatore, non puoi pensare di passare una sceneggiatura da cento tavole (ma neanche da dieci) a un disegnatore che non ti conosce artisticamente; infischiandotene delle sue capacità e dei suoi gusti. Se entri in contatto con un disegnatore disposto a collaborare con te, la cosa migliore da fare è guardare i suoi lavori, capire in cosa è particolarmente bravo e quali sono i suoi generi e tematiche preferite, scrivi una storia breve (da tre a cinque tavole) accordandoti con lui, farciscila di tutti gli elementi che lui ama e lo divertono.

2.“Ho elaborato un soggetto per un fumetto geniale mentre facevo la doccia”: male, la scrittura, come il disegno, è composta da regole, in futuro su questo blog parlerò di queste regole ma per il momento sappi che la scrittura sregolata vale poco e niente.

3. “Odio i giornali, l’opinione pubblica, l’economia, la narrativa contemporanea e la musica elettronica, l’unica mia lettura sono i fumetti ”: se ti riconosci in queste parole cessa immediatamente di ambire a diventare uno sceneggiatore di fumetti, lo scrittore ancora più del disegnatore ,deve essere testimone della sua epoca e del mondo, deve cercare di capirlo il più possibile, almeno nelle sue rappresentazioni più istituzionali e condivise nella società. Una storia è magnifica solo quando è reale anche se racconta il fantastico. Non puoi scrivere una storia in cui Matt Murdock fa causa a Devil se non studi almeno l’essenziale di diritto processuale statunitense. Non puoi scrivere una storia di fantascienza distopica se non cogli la differenza tra Governo e Parlamento. Non puoi raccontare lo sfruttamento in fabbrica se non sai cosa sia l’assemblea dei soci di una società per azioni. Apri la tua mente all’informazione accademica e istituzionale, puoi trovarla noiosa ma è imprescindibile.

4.“Gentile editor, non ho trovato un disegnatore, quindi ho allegato a questa e-mail la mia sceneggiatura integrale, attendo una risposta”: mai presentarsi con una sceneggiatura nuda e cruda, la sceneggiatura è un testo tecnico noiosissimo, la sua lettura richiede molto sforzo e del tempo di cui nessun editor gode. Se proprio non riesci a realizzare un progetto ad hoc con un disegnatore, diventa tu un disegnatore, specifica all’editor che ti candidi solo come sceneggiatore, per non fargli perdere tempo hai realizzato un nitido layout delle tavole e le hai letterate, apprezzerà.

5. “Ho proposto il mio fumetto a tutte le case editrici italiane e straniere”: ti sei appena creato la nomina di persona che fa perdere tempo. Se hai intenzione di fare della tua passione una professione, devi fare un lavoro certosino in cui la casa editrice a cui ambisci diventa un obiettivo, devi conoscere benissimo il suo catalogo e la linea editoriale (soprattutto relativa alle opere prodotte, non a quelle tradotte). Una volta finito di studiare, devi ideare un prodotto che rientri perfettamente nei canoni dell’editore bersaglio. Se hai intenzione di proporti a dieci case editrici differenti dovrai seguire questo iter per ogni casa editrice, progettando dieci fumetti differenti (a Lucca Comics è cattiva consuetudine consegnare identico proposal a tutte le case editrici).

Nella foto Alan Moore visto da Wired. Moore probabilmente in questa vita non ha mai commesso questi errori, ma anche lui nelle sue precedenti incarnazioni, prima che la sua coscienza si impossessasse del corpo di un ragazzino fattone di Northampton nel 1969, ha dovuto imparare a scrivere.